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Un vero detox? E'senza glutine!

In questi anni di ricerca personale, oltre a leggere molti testi e libri specifici sull'alimentazione, c'è stato "qualcuno" che ho osservato con molta attenzione e che mi ha insegnato tanto: il mio intestino.

L'ho già affermato più volte: il mio intestino è diventato il mio "maestro", perché osservando il suo comportamento e le sue reazioni ho imparato e continuo a imparare tanto.


Credo che molte persone vivano il mio stesso problema senza però esserne completamente consapevoli. I sintomi più disparati che possono insorgere in questo delicato organo (forse il più importante di tutti), vengono sbrigativamente soppressi o soffocati con qualche pillola miracolosa, senza pensarci più. Ma un tale atteggiamento, alla lunga, presenta il conto.


Siamo in primavera, la stagione del risveglio della Natura e di tutto ciò che ne fa parte. Noi siamo parte di quel tutto, e come tutti gli altri elementi naturali, partecipiamo a un processo di rigenerazione. Naturalmente perché questo processo possa verificarsi al meglio, è necessario sostenere e aiutare il nostro organismo ad espellere le tossine accumulate durante l'inverno e, proprio come un albero che rifiorisce con nuove foglie e fiori, abbiamo bisogno di lasciar cadere le foglie appassite per poter rifiorire al meglio e tornare a splendere nella nostra forma migliore.


Sono molti i modi per favorire una detossinazione dell'organismo, ma credo profondamente che il ruolo più importante in tale processo lo abbia una corretta e sana alimentazione. Possiamo davvero partire da qui, da pochi ma fondamentali cambiamenti, per osservare degli immediati benefici sul nostro corpo (e la nostra psiche). La pancia più sgonfia, una ritrovata regolarità, un sonno migliore, maggiore energia, una migliore concentrazione, sono solo alcuni dei piacevoli "effetti collaterali" di un periodo detox.


Da dove possiamo iniziare? Direi che il primo cambiamento fondamentale di questo viaggio verso un rinnovato benessere, potrebbe essere quello di eliminare il glutine, magari solo per un periodo di uno o due mesi, per chi non se la sentisse di fare scelte troppo drastiche. E' sempre possibile procedere per gradi in qualunque ambito, fare piccoli passi e osservare le proprie reazioni. Questo è di solito l'approccio più azzeccato per cambiare abitudini deleterie, non seguire questa o quella dieta a caso, ma imparare ad osservare il proprio corpo e le sue risposte.


Ma torniamo al glutine...che cosa è?

Il glutine è la componente proteica di molti cereali (frumento, farro, orzo, segale) ideale per legare le materie prime di ogni preparato industriale, per renderlo più omogeneo, più pesante e più remunerativo. Infatti il termine glutine deriva da "agglutinare" che significa incollare. In effetti il glutine è una colla che aderisce alle pareti del nostro intestino e lentamente ci intossica.

La dottoressa Maria Rosa di Fazio, nota oncologa di fama internazionale, definisce il glutine come "uno dei principali e più pericolosi nemici della nostra salute". Infatti la maggior parte dei prodotti da forno che troviamo sugli scaffali dei supermercati, è fabbricata con farine che ai tempi dei nostri nonni non esistevano! Le farine di allora contenevano una percentuale di glutine del 5-7% al massimo, come aveva sempre voluto Madre natura.

Oggi invece l'industria moderna ha aumentato queste percentuali al 18-20%!! E visto che il nostro organismo non è programmato per digerire e assimilare questa proteina, quando il glutine viene potenziato in tal modo, provoca sempre dei danni.

Ecco perchè, se proprio si desidera un buon piatto di pasta, si dovrebbe acquistare della buona pasta di semola di gran duro prodotta con grani antichi (che contengono pochissimo glutine) reperibile nei negozi di alimenti biologici.


L'alimentazione di massa, oggi come non mai, è basata su glutine e lattosio. Sempre più studi autorevoli confermano che questo tipo di alimentazione è pericolosa oltre che dispendiosa. Sono in costante aumento la celiachia, varie intolleranze alimentari, l'obesità (anche infantile), le malattie dell'apparato gastro-intestinale, i tumori. E di certo non è un tipo di alimentazione preventiva in un periodo di pandemia, come quello che stiamo vivendo.


Quindi, come fare per rendersi conto che il nostro corpo sta assumendo troppo glutine? Purtroppo non basta un esame diagnostico, la medicina può individuare la celiachia (la malattia provocata da una reazione violenta del sistema immunitario al glutine), ma nel campo delle intolleranze alimentari c'è ancora molto da esplorare e spesso i risultati di tali test non sono attendibili.

Il metodo più sicuro è quello di eliminare completamente il glutine dalla propria dieta per qualche mese, sostituendolo con cereali che non lo contengono (riso semi e integrale, quinoa, grano saraceno, miglio, amaranto, sorgo, mais). L'avena (cereale di massima importanza) contiene minime quantità di glutine per cui, se non si è celiaci, può essere assunta tranquillamente.


Qualcuno penserà che togliendo il glutine dalla dieta, possa essere molto difficile organizzare i pasti. Non è così, posso assicurarvi che si può mangiare senza glutine, e anche mangiare bene. Certo bisogna un pò organizzarsi, pensando a qualche ricetta adatta e facendo la spesa di conseguenza. A tal proposito, nei prossimi giorni, proporrò nel blog una serie di ricette gluten free, in modo da agevolare chi volesse intraprendere questo cammino.


Quali potrebbero essere le piacevoli conseguenze di un periodo senza glutine?

  • veder sparire il gonfiore dell'addome

  • perdere peso senza soffrire la fame

  • avere una pelle più liscia e luminosa

  • sentire i muscoli e le articolazioni più sciolte e libere

  • non soffrire più di emicrania

  • sentirsi più leggere e gioiose nell'umore

Che ve ne pare? Vale la pena di provarci, per liberare il vostro corpo da qualcosa che non tollerava, e sentirvi finalmente più libere e più vive!





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